CALCIO E CORONAVIRUS – LA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO FIGC SUL CASO JUVENTUS – NAPOLI

Il 10 novembre 2020, la Corte sportiva d’Appello della FIGC ha deciso sul reclamo proposto dal Napoli avverso la decisione del giudice sportivo e le sanzioni comminate in conseguenza della mancata presenza del Napoli alla partita di Torino del 4.10.2020 contro la Juventus.

La sanzioni comminate dal giudice sportivo, poi confermate in appello, erano le seguenti:

– perdita della gara per 0 – 3:

– penalizzazione di 1 punto in classifica per la stagione sportiva 2020/21.

Il reclamo del Napoli, che chiedeva la revoca delle sanzioni e la disputa della partita, si fondava, essenzialmente, sulla affermata sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della forza maggiore di cui all’art. 55 delle NOIF (Norme Organizzative Interne FIGC), idonea a giustificare la mancata partecipazione alla gara.

La decisione della Corte d’Appello Federale

La decisione della Corte d’Appello Federale, che ha respinto le tesi del Napoli, ruota attorno a quello che viene individuato come fine ultimo dell’ordinamento sportivo, vale a dire “il valorizzare il merito sportivo, la lealtà, la probità ed il sano agonismo”.

Sul punto, ritiene la Corte che tali valori non siano stati in alcun modo rispettati dal Napoli.

Infatti, nell’escludere espressamente che la mancata disputa della partita sia dipesa da una causa di forza maggiore, la Corte, con parole forti, afferma, anzi, che si sarebbe trattato di una “scelta volontaria, se non addirittura preordinata” a non disputare l’incontro da parte del Napoli, il cui comportamento, nei giorni antecedenti alla partita di Torino, sarebbe stato “teso a precostituirsi un alibi per non giocare” la partita stessa.

La conferma di tale intento si rinverrebbe, a dire della Corte, nella reiterata richiesta di chiarimenti circa il contenuto dei protocolli federali rivolta alla ASL Napoli 1 da parte del Napoli, che, invece, avrebbe dovuto ben conoscerli per averli applicati più volte.

A ciò devono aggiungersi ulteriori elementi alla luce dei quali la Corte stessa ritiene desumibile la preordinata volontà del Napoli. Si tratta della “reiterazione delle richieste di chiarimenti in ordine alle conseguenze derivanti dall’isolamento fiduciario del gruppo squadra, la cancellazione, fin dalla serata del giorno antecedente quello dell’incontro, che, peraltro, era in programma per la sera, del volo charter e, soprattutto, l’annullamento della prenotazione dei tamponi che avrebbero dovuto effettuarsi, secondo le previsioni del Protocollo, nella giornata di svolgimento della gara”.

L’evento integrante la forza maggiore, vale a dire il divieto di andare a Torino disposto dalla ASL Napoli 2 Nord, si sarebbe invece verificato solo successivamente, vale a dire alle ore 14.13 del giorno stesso della partita. Dunque, per dirla con la Corte, nell’imminenza della gara e dopo che il Napoli si era “già posto volontariamente e preordinatamente, nella condizioni di non” disputare il match.

Conclude la Corte affermando con forza che il Napoli “non si è trovata affatto nella impossibilità oggettiva di disputare il predetto incontro, avendo, invece, indirizzato, in modo volontario e preordinato, la propria condotta nei giorni antecedenti all’incontro nel senso di non disputare lo stesso, con palese violazione dei fondamentali principi sui quali si basa l’ordinamento sportivo, ovvero la lealtà, la correttezza e la probità”.

La reazione del Napoli

La reazione della società non si è fatta attendere. Il Napoli ha infatti diramato un comunicato ufficiale con il quale preannuncia la presentazione di un ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, organo di ultima istanza del sistema di giustizia sportiva nazionale.

Il ricorso è ammesso esclusivamente per violazione di norme di diritto, nonché per omessa o insufficiente motivazione circa un punto decisivo della controversia che abbia formato oggetto di disputa tra le parti. Il Napoli ha già, sostanzialmente, anticipato i motivi di ricorso affermando che la Corte d’Appello avrebbe trascurato documenti chiarissimi a proprio favore e delegittimato le autorità sanitarie locali.

Siamo dunque solo alla seconda puntata di una disputa ancora lontana dal considerarsi definita e con impatto non trascurabile sulla classifica del campionato di Serie A.

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