CALCIO E CORONAVIRUS – LE LINEE GUIDA DELLA FIFA

Il 7 aprile 2020, a distanza di circa un mese dallo stop a tutti i maggiori campionati calcistici ed alle coppe continentali, dopo il rinvio degli Europei 2020 e delle Olimpiadi di Tokyo, la FIFA, che si è trovata ad affrontare una situazione in precedenza vissuta solo durante la Seconda Guerra Mondiale, ha pubblicato le Linee Guida volte a fornire le indicazioni per fronteggiare le conseguenze della pandemia nel sistema calcio.

L’intento è quello di assicurare che le risposte delle federazioni siano, per quanto possibile, armonizzate.

Il documento si concentra in particolare sui seguenti punti:

  1. contratti in scadenza (ossia i contratti che terminano alla fine della stagione in corso) e i nuovi contratti (ossia quelli già sottoscritti e che devono iniziare all’inizio della stagione successiva);
  2. contratti che non possono essere eseguiti come le parti avevano originariamente previsto a seguito della COVID-19;
  3. tempistica adeguata per i periodi di registrazione (“finestre di trasferimento”).

La FIFA è potuta intervenire sulla questione in ragione della clausola generale contenuta all’art. 27 del Regolamento su Status e Trasferimenti dei calciatori (RSTP) ove si prevede che, in casi di forza maggiore, spetti al Comitato Esecutivo della FIFA ogni decisione.

Per legittimare il proprio intervento, la FIFA precisa dunque sin da subito che ritiene che la pandemia in corso integri un caso di forza maggiore.

Natura del documento

La FIFA precisa che le conclusioni espresse con riferimento ai punti sopra indicati devono essere considerate come linee guida interpretative generali (non vincolanti).

Nel precisare questo, la FIFA chiarisce anche di aspettarsi la massima cooperazione da parte delle federazioni e da parti di tutti i soggetti coinvolti, che sono invitate ad attenervisi.

Vediamo ora quali sono le linee guida.

  1. Contratti in scadenza e nuovi contratti

I contratti di lavoro e i contratti di trasferimento nel calcio sono generalmente legati alle finestre di trasferimento, che sono individuate da ciascuna federazione in conformità ai principi contenuti nel RSTP.

Generalmente si può dire che l’apertura della prima finestra di trasferimento di ciascuna stagione coincide con il primo giorno della stagione stessa.

Il problema sorge per il fatto che le federazioni maggiormente interessate dall’epidemia in corso hanno indicato quale data di inizio stagione il 1° luglio e quale data di fine stagione il 30 giugno, e che molti di questi campionati sono allo stato sospesi e le partite da giocarsi sono rinviare a data da destinarsi.

Se dovessero effettivamente ripartire, cosa ancora oggi non certa, molto probabilmente i campionati terminerebbero dopo la data del 30 giugno, originariamente prevista, con naturali ripercussioni ed impatto sulla data di inizio della prossima stagione. Sorgono quindi problemi laddove:

  • i contratti di lavoro scadono alla data originaria di fine stagione;
  • i contratti di prestito (e i relativi contratti di lavoro) scadono alla data originaria di fine stagione;
  • i contratti di trasferimento (a tempo indeterminato e di prestito) (e i relativi contratti di lavoro) iniziano alla data originaria di inizio della prossima stagione; e
  • i contratti di lavoro devono iniziare alla data di inizio originaria della prossima stagione.

Il conflitto è tra il principio generale stabilito dall’art. 18 comma 2 del RSTP (secondo cui i contratti terminano a fine stagione), e la evidente necessità di garantire l’integrità delle competizioni calcistiche.

Quest’ultima, secondo la FIFA, deve essere il fattore primario nella determinazione dello status contrattuale e di registrazione dei calciatori e degli allenatori a seguito della ripresa delle competizioni e dei campionati.

Principi guida proposti

La FIFA riconosce che, in linea generale, i contratti di lavoro debbano essere disciplinati dalla legge nazionale e dall’autonomia contrattuale delle parti.

Ciò premesso, nel rispetto del principio di cui all’articolo 18 comma 2 del RSTP, propone che:

  • per i contratti con scadenza alla data originaria di fine stagione, tale scadenza debba essere prorogata fino alla nuova data di fine della stagione;
  • per i contratti aventi efficacia a partire dalla data di inizio della nuova stagione, tale inizio sia ritardato fino alla nuova data di inizio della nuova stagione;
  • in caso di sovrapposizione di stagioni e/o periodi di iscrizione, e a meno che tutte le parti non si accordino diversamente, la priorità deve essere data al club precedente per completare la stagione con la squadra originale, al fine di salvaguardare l’integrità delle competizioni.

Tali principi, dettati per i trasferimenti nazionali, per analogia, troveranno applicazione anche agli accordi internazionali di trasferimento. 

Inoltre, come regola di buon senso, la FIFA evidenzia come qualsiasi pagamento originariamente contrattualmente dovuto prima della nuova data di efficacia del contratto, dovrebbe essere ritardato fino alla nuova data di inizio della nuova stagione o alla sua prima finestra di trasferimento.

  1. Contratti che non possono essere eseguiti come le parti avevano originariamente previsto a seguito della COVID-19

Come in ogni campo, anche nel mondo del calcio, l’epidemia di COVID-19 potrebbe determinare situazioni in cui i contratti precedentemente stipulati si rivelino eccessivamente onerosi per le parti o comunque non più eseguibili secondo quanto previsto inizialmente dalle parti.

Anche in questo caso, la FIFA premette che spetta alle singole legislazioni nazionali regolare i casi in cui un contratto di lavoro in ambito calcistico non possa più essere eseguito.

Allo stesso tempio esprime ancora una volta la necessità che, ove possibile, sia mantenuta una unitarietà ed uniformità nel mondo calcio. Devono cioè essere evitati, sia dai tribunali nazionali, dai tribunali del lavoro o dagli organi giudiziari della FIFA, trattamenti drasticamente diversi su base globale nonostante gli interessati si trovino in circostanze simili.

Principi guida proposti

Al fine di garantire una qualche forma di pagamento dello stipendio a giocatori e allenatori, evitare controversie, proteggere la stabilità contrattuale e garantire che i club non falliscano, considerando l’impatto finanziario di COVID-19 sui club, vengono formulate le seguenti proposte, l’ultima delle quali particolarmente forte:

  • incoraggiare i club e i dipendenti (giocatori e allenatori) a trovare accordi collettivi appropriati a livello di club o di lega per quanto riguarda le condizioni di lavoro nei periodi in cui le competizioni sono sospese a causa dell’epidemia di COVID-19. Tali accordi potranno riguardare ad esempio: la retribuzione (differimento e/o riduzione dello stipendio, ecc.) altri benefici, programmi di aiuto governativo, condizioni durante le proroghe dei contratti; laddove possibile gli accordi dovrebbero essere raggiunti tramite contrattazione collettiva.
  • eventuali accordi individuali in deroga ad accordi collettivi saranno riconosciuti solo se conclusi in conformità con la legge nazionale;
  • nel caso in cui i club e i dipendenti non riescano a raggiungere un accordo, la legge nazionale non affronti la situazione o i contratti collettivi non siano una soluzione percorribile, le decisioni unilaterali di modificare i termini e le condizioni dei contratti saranno riconosciute dalla Camera per la risoluzione delle controversie della FIFA (DRC) o dal Players’ Status Committee (PSC) solo se sono state prese in buona fede, sono ragionevoli e proporzionate. Nel valutare se una decisione è ragionevole, la RDC o il PSC potranno prendere in considerazione e valutare se il club ha tentato di raggiungere o meno un accordo con i propri dipendenti; la situazione economica del club; la proporzionalità di qualsiasi modifica del contratto; il reddito netto del dipendente dopo la modifica del contratto; se la decisione si applica all’intera squadra o solo a specifici dipendenti;
  • in alternativa, tutti i contratti tra club e dipendenti dovrebbero essere “sospesi” durante qualsiasi sospensione delle competizioni (cioè la sospensione delle attività calcistiche), a condizione che sia mantenuta un’adeguata copertura assicurativa, e che si possano trovare adeguati accordi alternativi di sostegno al reddito per i dipendenti durante il periodo in questione.
  1. Finestre di trasferimento

Abbiamo già accennato che l’individuazione delle finestre di trasferimento, nel rispetto dei principi fissati dalla FIFA, spetta alle singole federazioni, che provvedono comunicando le date di riferimento nel termine di 12 mesi prima del loro inizio.

L’art. 5.1 dell’allegato 3 al RSTP prevede una deroga a tale regola in presenza di circostanze eccezionali, quale è chiaramente l’epidemia da COVID-19.

Principi guida proposti

Considerato che le decisioni sulle finestre di trasferimento dipenderanno dal calendario sportivo delle diverse competizioni nazionali, che, al momento, rimane incerto, la FIFA dichiara che monitorerà e valuterà la cosa su base continuativa.

Restano saldi e fermi alcuni principi:

  • tutte le richieste di proroga della data di chiusura della stagione in corso devono essere approvate;
  • tutte le richieste di proroga o modifica delle finestre di trasferimento iscrizione già iniziate devono essere approvate, purché la loro durata rispetti il limite massimo stabilito nel RSTP (i. e. 16 settimane);
  • tutte le richieste di modifica o di rinvio delle finestre di trasferimento che non siano iniziate devono essere approvate, a condizione che la loro durata rispetti il limite massimo (ad es. 16 settimane) stabilito nel RSTP;
  • le federazioni possono modificare le date della stagione e/o le finestre di trasferimento, utilizzando i consueti canali o notificando in altro modo la FIFA;
  • e, in deroga all’articolo 6, paragrafo 1, del RSTP, un professionista il cui contratto è scaduto o è stato risolto in seguito a COVID-19, ha il diritto di essere tesserato al di fuori di una finestra di trasferimento, indipendentemente dalla data di scadenza o di risoluzione.
  1. Altri temi affrontati

Oltre ai tre aspetti analizzati più nello specifico, la FIFA approfitta del documento per prendere posizione anche su altri aspetti in qualche modo connessi all’epidemia in corso.

In particolare, si sofferma su:

A – Rapporti tra club e nazionali:

  • sospensione dell’obbligo dei club a concedere i propri tesserati alle squadre nazionali per i mesi di marzo, aprile e giugno 2020;
  • nel caso in cui un club accetti di concedere un proprio tesserato alla nazionale, il giocatore può rifiutare la chiamata;
  • esclusione di misure disciplinari in entrambi i casi precedenti;
  • in caso di ritardo o impossibilità a rientrare al club di appartenenza a causa della COVID-19, la federazione e/o il giocatore non saranno soggetti a future restrizioni o misure disciplinari.

B – Prestiti

  • Rinvio a data da destinarsi dell’introduzione delle modifiche alla disciplina dei prestiti internazionali.

 

C – Esecuzione delle decisioni della Camera di Risoluzione delle Controversie FIFA, del Players’ Status Committee o della Commissione disciplinare in materia di RSTP

  • Nessuna sospensione od eccezione è prevista in merito. Le decisioni restano efficaci e i termini di pagamento eventualmente previsti invariati. Restano possibili ed ammissibili richieste di dilazione per un termine massimo di 15 giorni (maggiorato dunque rispetto ai 10 giorni ordinari).

D – Offerte di contratto per raccomandata

  • Per ottenere la training compensation l’ex club ha l’obbligo di offrire al giocatore in scadenza un contratto per iscritto tramite raccomandata almeno 60 giorni prima della scadenza del suo attuale contratto. Nel caso non sia possibile l’utilizzo della posta, sono ammesse proposte via email a condizione che il club ottenga dal giocatore la conferma – con qualsiasi mezzo credibile – di aver ricevuto una copia dell’offerta.

E – Rinvio al 30 giugno del termine per la pubblicazione dei dati annuali degli intermediari da parte delle federazioni

* * *

In definitiva si può dire che il documento della FIFA ha il pregio di cercare di individuare soluzioni comuni volte a creare unitarietà di trattamenti nell’universo calcio, il tutto per tentare di non falsare, per quanto possibile considerata la situazione in essere, le competizioni.

Trattandosi di raccomandazioni, manca la forza della cogenza. Ed infatti, sul punto più delicato, vale a dire quello relativo alla necessaria modifica dei termini contrattuali con particolare riferimento ai calciatori delle massime serie europee, stiamo assistendo a confusi e frammentari tentativi di accordo, sostanzialmente rimessi alla forza persuasiva delle società ed alla buona fede e collaborazione degli atleti.

Non si devono poi scordare le enormi differenze nelle condizioni di partenza che vi sono tra i cosiddetti top player o i tesserati per le società più importanti e gli altri colleghi tesserati per società minori o per gli altri lavoratori impegnati alle dipendenze delle società calcistiche di tutto il mondo. La soluzione non potrà essere identica per tutti.

Così come per altri settori economici, tutto dipenderà da quando si potrà riprendere l’attività, seppur in situazioni e condizioni differenti dal passato.

Una bella sfida, a cui anche il mondo del calcio non può sottrarsi e deve farsi trovare preparato.

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